Scambio di Coppia
Il Capodanno -1- una storia vera
21.08.2026 |
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"Riuscì a fotografare Alice mentre si toglieva gli slip vicina ad uno specchio, facendoci ammirare, oltre al suo culetto disegnato, l’assenza di peli del suo inguine..."
Era la fine di agosto e noi stavamo già organizzando il capodanno. Una settimana prima eravamo tornati da Creta, dove avevamo conosciuto due coppie nel villaggio naturista a sud dell’isola.
Tra risate, bicchierini di Raki, bagni notturni nudi nella piscina e giornate al mare eravamo diventati amici.
Paolo e Alice erano di Roma.
Stefano e Marina di Milano.
Avevamo voglia di rivederci e pensammo che l’idea di passare il Capodanno insieme fosse un buon modo.
Durante la vacanza tra di noi non ci fu niente, se non quella complicità che lo stare nudi facilita.
Parigi fu la meta prescelta, prendemmo i biglietti aerei e tre stanze in un albergo del centro.
Arrivammo qualche giorno prima dell’ultimo dell’anno.
Rivedersi fu piacevole e subito passammo una serata in un buon ristorante.
Simona, mia moglie, era molto attratta da Alice. Una simpatica ragazza bionda, spontanea, molto fisica, dispensava abbracci, carezze e sguardi che, si, lo facevamo venir duro anche a me.
Marina era mora, bel fisico da atleta, muscolosa quanto basta per sapere di piacere, cosa che usava mettendo in mostra il suo corpo con vestiti che poco lasciavano all’immaginazione. Non aveva però la spontaneità e la sensualità di Alice.
Un bel corpo da ammirare, ma sia a Simona che a me non diceva altro.
I due uomini erano simili, belli ma non appariscenti, un po’ di pancetta, con modi molto raffinati.
Tra noi tre c’era complicità, forse da subito immaginavamo le nostre mogli avvinghiate e nude, in un tripudio di sesso e sensualità, nel quale ci saremmo ricavati il nostro spazio.
Quasi scherzando proponevi agli altri mariti di passare il capodanno in un club prive. Nessuno di noi c’era mai stato e Parigi poteva essere un’occasione da non perdere.
All’insaputa delle nostre mogli ne scegliemmo uno molto raffinato, un intero palazzetto su tre piani in stile Deco’. “Autrement... chez soi” già dal nome faceva intendere fosse un posto che avrebbe potuto metterci a nostro agio.
Ci sembrava perfetto per non creare imbarazzo, dovevano prima di tutto sentirsi accolte e coccolate.
Arrivò la sera del 31.
Iniziammo a prepararci dal tardo pomeriggio.
A loro avevamo detto di aver prenotato un ristorante molto raffinato, dove ci sarebbero state diverse sale, dove poter anche ballare o fare conversazione.
L’eccitazione di noi uomini era ovviamente molto alta.
Vedere le nostre donne prepararsi, ignare, fu molto eccitante. Sapere che quella lingerie così sexy sarebbe magari stata presto tolta, che i loro vestiti scollati o eccessivamente corti sarebbero stati l’occasione per farsi ammirare e desiderare da uomini e donne mai visti prima, ci aveva coinvolto a tal punto da scambiarci foto rubate mentre loro si stavano preparando.
Fui io a mandare la prima foto nella nostra chat a tre.
Simona da dietro che si toglieva il vestito lasciandolo scivolare addosso.
Non aveva reggiseno, il vestito si era fermato sui fianchi abbastanza da mostrare il perizoma nero e gran parte del suo culo.
Stefano mandò la foto di Marina mentre si toglieva il reggiseno. Un capezzolo si intravedeva nonostante la mano davanti.
Paolo fu più spudorato.
Riuscì a fotografare Alice mentre si toglieva gli slip vicina ad uno specchio, facendoci ammirare, oltre al suo culetto disegnato, l’assenza di peli del suo inguine.
Questa immagine me lo face diventare duro all’istante. Simona se ne accorse, pensando fosse per lei, e si avvicinò.
Indossando solo il perizoma, si mise in ginocchio e prese in bocca il mio cazzo.
Mi appoggiai alla parete abbandonato, chiusi gli occhi e immaginai la bocca di Alice. Nella mia mente Simona mi guardava, abbracciata a Stefano che aveva una mano sotto la sua gonna. Paolo e Marina che si baciavano.
Venni così nella bocca di Alice… pardon, di Simona.
Quando fummo tutti pronti ci ritrovammo nella hall dell’albergo e fuori ad aspettarci c’era la limousine che Stefano, da bravo milanese, aveva affittato.
Le donne si sciolsero, la serata iniziava bene.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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